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IL SISTEMA LINFATICO

 

Il Sistema Linfatico, per diversi anni, è stato poco considerato dalla Medicina tradizionale. Questo è dovuto alla difficoltà di indagine dei vasi, che sono sottilissimi, simili a dei fili di seta, e poco evidenziabili con i comuni metodi di esame vascolare. Con l’arrivo del microscopio elettronico e del microscopio a scansione si sono chiariti molti aspetti riguardanti l’anatomia e la fisiologia dei vasi linfatici, anche se rimangono ancora molte cose da portare alla luce. Ancora oggi, quando si è di fronte ad un edema, si tende a privilegiare l’aspetto flebologico o metabolico, mentre il versante linfatico viene considerato solo per esclusione.

 

 

SISTEMA LINFATICO: ASPETTI GENERALI

 

Per capire bene il significato e la funzione del sistema linfatico dobbiamo rivedere alcune nozioni di anatomia e fisiologia del sistema circolatorio generale.

Il sangue ha due principali compiti molto importanti:

  • quello di trasportare nutrimento e ossigeno ai vari componenti dell’organismo
  • quello di mantenere la temperatura costante del corpo.

Per vascolarizzare ogni cellula dell’organismo, l’arteria (all’origine molto grande) si dirama in vasi sempre più piccoli, fino a formare la rete capillare.

Nella rete capillare, attraverso un sistema di filtrazione e riassorbimento e della diffusione, avvengono i processi di scambio metabolico.

Solo il 90% della quantità del liquido filtrato dal capo arterioso viene riassorbito a livello venoso, serve quindi un secondo sistema di riassorbimento, che consenta alle particelle più grandi di rientrare in circolo. Questo secondo sistema prende il nome di Sistema Linfatico.

Nello spazio interstiziale arrivano, per diffusione e filtrazione, particelle a molecola piccola disciolte nell’ultrafiltrato (liquido di filtrazione). Le particelle colloidali (albumina e proteine plasmatiche) non possono passare perché sono troppi grandi. Attraverso il Sistema Linfatico, dopo circa 24 ore, riescono ad arrivare nell’interstizio attraverso i capillari.

 

SISTEMA LINFATICO: IL TRASPORTO DELLA LINFA

 

I vasi linfatici vengono distinti in base alla loro forma in:

  • Capillari
  • Vasi Linfatici di piccolo calibro
  • Vasi Linfatici di medio calibro
  • Vasi Linfatici di grande calibro
  • Dotto Toracico

 

Capillari 

Sono vasi molto piccoli in cui avviene la raccolta del carico, dalle pareti molto sottili, chiamati appunto capillari linfatici o anche vasi linfatici iniziali.

I capillari linfatici sono presenti in tutti i tessuti dell’organismo, fatta eccezione per il sistema nervoso centrale (midollo spinale e cervello), il tessuto osseo, il tessuto cartilagineo e su unghie e capelli, in cui non sono presenti.

Sono vasi in cui la parete è formata solo da endotelio e dal loro contenuto (linfa). La linfa è un liquido trasparente, leggermente giallognolo, alcalino, la cui composizione varia a seconda del distretto da cui è stata drenata. Questa interviene nei meccanismi di difesa dell’organismo in quanto può trasportare micro organismi o cellule tumorali, raccolti sia a livello dei tessuti che ai livelli dei linfonodi (dove si innescano reazioni immunitarie che hanno lo scopo di eliminarli). 

I capillari linfatici sono presenti, nel corpo, in numero maggiore rispetto a quelli sanguigni, iniziano a fondo cieco, negli spazi interstiziali dei tessuti, non essendoci per il sistema vascolare una sezione di “apporto” uguale alla sezione arteriosa per la circolazione sanguigna generale. Come abbiamo già detto in precedenza, iniziano a fondo cieco pescando la linfa direttamente nell’interstizio, non vi è la presenza di valvole e non possiedono una membrana basale continua. Dal punto di vista fisiologico è molto importante che non abbiano una membrana basale continua perché toglierebbe la possibilità di una comunicazione diretta fra il capillare e l’interstizio che permette il riassorbimento della linfa e l’eliminazione dei prodotti di scarto.Le cellule endoteliali, dei capillari linfatici, sono composte da filamenti che collegano il capillare linfatico al tessuto connettivo circostante ed hanno la capacità di muoversi attivamente. Anche questo permette il riassorbimento della linfa e l’eliminazione dei prodotti di scarto.

 

Vasi Linfatici

I vasi linfatici fanno seguito ai capillari e convogliano la linfa verso il terminus passando via via in vasi sempre più grandi fino ad arrivare al Dotto Toracico.

Nel loro percorso incontrano delle stazioni di filtraggio della linfa, i così detti linfonodi.

I vasi linfatici assumono diverse grandezze, man mano che il loro diametro aumenta prendono lo stesso aspetto istologico dei vasi venosi più grandi. 

La struttura è la stessa dei capillari linfatici, si aggiungono solo cellule muscolari e fibre elastiche che li rende contrattili, a differenza dei capillari che hanno una possibilità di tipo passivo.

I vasi linfatici di piccolo e medio calibro posseggono una parete molto comprimibile e deformabile, hanno una struttura poco complessa, sono molto fragili e reagiscono a stimoli di forte intensità con reazioni di tipo spastico, mentre i vasi linfatici maggiori, come il dotto toracico, hanno le pareti che si suddividono in più strati.

La frequenza contrattile dei linfagioni (segmento del vaso linfatico posto fra due valvole contigue, dotato di capacità linfopropulsiva intrinseca) dipende dalla frequenza di riempimento e dalla quantità della linfa trasportata. 

Le contrazioni di un vaso linfatico, a riposo, in una situazione che non richieda un riassorbimento d’edema patologico (in questo caso aumentano), sono di nr 5-7 al minuto.

La quantità di linfa può dipendere da vari fattori fisiologici:

  • posizione topografica dei vasi linfatici
  • attività fisica
  • aumento della temperatura esterna

oppure da fattori patologici.

I vasi linfatici presentano al loro interno delle apposite valvole, simili a quelle venose, con una struttura a nido di rondine, ad azione antigravitazionale, per assicurare la risalita della linfa nel corpo.

 

 

SISTEMA LINFATICO: LA CISTERNA DI PEQUET ED IL DOTTO TORACICO

 

Il dotto toracico è il principale canale linfatico dell’organismo, ha una struttura più complessa rispetto a quella presente nei vasi linfatici di calibro minore.

Possiede un endotelio, una tonaca muscolare ed una collagena, all’esterno è rivestito dalla membrana avventiziale, esattamente come i vasi venosi più grandi.

L’inizio del Dotto Toracico prende il nome di Cisterna di Pecquet, posta, in linea generale, sulla parte anteriore rispetto alla colonna vertebrale, fra la XII vertebra toracica e la II vertebra lombare.

La Cisterna di Pecquet accoglie la linfa che proviene dai due collettori lombari e dal collettore mesenterico intestinale, ovvero quella che proviene dagli arti inferiori e dagli organi contenuti nella cavità pelvica e addominale.

Il Dotto Toracico propriamente detto ha una lunghezza che va dai 38 ai 45 cm e possiede, nella sua parte iniziale, vicino alla Cisterna di Pecquet, e nella sua parte terminale, vicino allo sbocco della Vena Succlavia (terminus) di sinistra, delle valvole che non si riscontrano poi in altri tratti. 

Il Dotto Toracico raccoglie la linfa che proviene da tutta la metà del corpo posta al di sotto del muscolo diaframma, dall’emitorace sinistro e dagli organi in esso contenuti, dal braccio sinistro, dalla metà sinistra del capo, del collo e del viso, mentre i territori che rimangono: l’emitorace destro con tutti i suoi organi, l’arto superiore destro, la metà destra del capo, del collo e del viso, sono drenati dalla vena succlavia destra.

Infine è bene sapere che il Dotto Toracico “aspira” la linfa durante la fase di inspirazione, per via della pressione negativa intramediastinica, e la riversa nel circolo venoso durante la fase di espirazione.

 

SISTEMA LINFATICO: IL LINFONODO

 

Linfonodi sono delle stazioni di filtraggio che rappresentano, insieme alla milza, la forma più specializzata di organo linfoide. Hanno una forma generalmente tondeggiante (simile a quella di un fagiolo) e solitamente misurano dai 3 ai 6 mm di diametro in forma normale: tendono ad ingrossarsi quando nel corpo sono presenti infezioni o patologie.

Presentano una sorta di intaccatura, chiamata ilo, dove entrano i vasi sanguigni che irrorano il parenchima linfonoidale, ed esce il vaso efferente, che porta la linfa filtrata alla stazione linfonoidale successiva.

Con l’avanzare dell’età i linfonodi vanno incontro ad un’involuzione della loro parte midollare, mantenendosi intatta la corticale. Diminuisce quindi la massa del tessuto linfatico ma non dei linfonodi.

I linfonodi svolgono diverse mansioni nel corpo:

  • filtrano e purificano la linfa
  • producono cellule ad azione immunitaria
  • svolgono una funzione antigravitazionale.

Il filtraggio della linfa è fondamentale per il mantenimento della salute; al passaggio della linfa, in ogni stazione linfatica, si pulisce sempre di più.

 

SISTEMA LINFATICO: LA CIRCOLAZIONE DELLA LINFA

 

La corrente circolatoria linfatica, a differenza di quella sanguigna, è formata da un flusso a direzione centripeta, cioè che parte dalla periferia (tessuti) verso il centro (terminus, situato alla base del collo, sullo spazio retroclavicolare, alla confluenza della vena giugulare con la succlavia).

Nel sistema linfatico troviamo solo la sezione di deflusso, per quanto riguarda la circolazione della linfa, questa scorre, per la maggior parte, contro gravità.

Per facilitare lo scorrimento della linfa nei vasi, ed evitare così la stasi del liquido, esistono diversi fattori:

  • la spremitura prodotta dal movimento della parte muscolare durante il movimento attivo
  • le valvole unidirezionali presenti all’interno dei vasi linfatici, orientate nella direzione del flusso, impediscono alla linfa di compiere il percorso inverso e l’aiutano a raggiungere il terminus
  • i vasi linfatici che decorrono vicini ai vasi arteriosi ricevono da questi ultimi impulsi di frequenza uguali alla frequenza cardiaca che favorisce la progressione della linfa
  • il sistema nervoso centrale autonomo controlla le fibre muscolari lisce del linfagione e della capsula linfonodale producendo così il movimento.

 

IL MASSAGGIO EMOLINFATICO

 

Uno dei trattamenti più indicati per stimolare il corretto funzionamento del sistema linfatico è sicuramente il Massaggio Emolinfatico.

 

Questo apporta numerosi benefici:

 

  • Effetto antiedematoso: è l’effetto più conosciuto e spettacolare che si ottiene con il massaggio Linfodrenante 

 

  • Effetto sulle difese immunitarie: scaricando tossine e prodotti di scarto mantiene pulito l’organismo. A livello locale aiuta a risolvere diverse problematiche come acne, ferite, tonsilliti, sinusiti, faringiti, problemi ai denti, l’importante è non effettuare il trattamento in caso di infezioni acute.

 

  • Effetto cicatrizzante: favorisce la cicatrizzazione anche in caso di piaghe torpide o di ulcerazioni difficilmente curabili.

 

  • Miglioramento della microcircolazione: può essere utilizzato per migliorare l’aspetto grigio della pelle e per rivitalizzare la parte cellulare.

 

  • Effetto rigenerante: migliora la respirazione e il nutrimento cutaneo promuovendo un progressivo miglioramento dell’aspetto della pelle della persona anziana (il tipico colore grigio-giallastro che si riscontra nelle persone anziane)

 

  • Azione antalgica e rilassante: i movimenti lenti e ritmati del Linfodrenaggio hanno spesso un effetto sedativo e rilassante, favorendo il sonno fisiologico in persone stressate o particolarmente affaticate.

 

 

 

 

Riepiloghiamo a seguire la struttura del sistema linfatico con una mappa concettuale:

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I vasi linfatici drenano nei dotti collettori, che svuotano il loro contenuto nelle due vene succlavie, localizzate sotto le clavicole. Queste vene confluiscono tra loro per formare la vena cava superiore, una grande vena che drena verso il cuore il sangue proveniente dalla parte superiore del corpo.

 

 

DISTURBI SISTEMA LINFATICO

 

È possibile che il sistema linfatico non esegua la propria funzione in modo adeguato a causa di

Blocco (ostruzione): Un’ostruzione nel sistema linfatico determina un accumulo di liquidi (linfedema). L’ostruzione potrebbe essere dovuta al tessuto cicatriziale che si sviluppa quando i vasi linfatici o i linfonodi vengono danneggiati o rimossi durante un intervento chirurgico, a causa di radioterapia, di un trauma oppure, nei Paesi tropicali, di un’infezione da ossiuri (filariosi) che blocca i dotti linfatici.

Infezione: L’infezione può causare gonfiore linfonodale a causa dell’infiammazione dei linfonodi. A volte possono infettarsi i linfonodi stessi (linfadenite) a causa di organismi che si diffondono nel sistema linfatico dalla sede originale dell’infezione.

Tumore: I tumori dei globuli bianchi come il linfoma possono svilupparsi nei linfonodi e i tumori in altri organi possono diffondersi (metastatizzare) nei linfonodi adiacenti il tumore. I tumori nei linfonodi possono interferire con il flusso della linfa attraverso il linfonodo. I tumori in altri organi possono ostruire i dotti linfatici. Il linfangiosarcoma è un tumore molto raro che può svilupparsi nelle cellule del sistema linfatico.

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Il sistema linfatico è un sistema complesso molto simile a quello circolatorio, con la differenza che la spinta nel suo movimento non avviene grazie al cuore, ma grazie al movimento di contrazione e rilassamento dei muscoli, che esercitano su di esso un vero e proprio “massaggio” consentendogli di proseguire la corsa all’Interno del nostro corpo. 

 

Ecco perché si raccomanda sempre di fare esercizio fisico.

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